Infiorata di Noto

Risultati immagini per bandiera italianaStoria dell’Infiorata

La prima Infiorata storicamente documentata venne allestita con “fiori frondati e minuzzati ad emulazione dell’opere del mosaico”, ai piedi della scalinata della Basilica Vaticana, ad opera di Benedetto Drei, architetto e responsabile della Floreria Vaticana, e di suo figlio Pietro, durante il pontificato di Papa Urbano VIII.
Era il 29 giugno 1625, festa dei santi Pietro e Paolo, come ci tramanda Giovanni Battista Ferrari nel suo “De Florum Cultura”.
Nel 1633, un altro quadro floreale venne realizzato da Stefano Speranza, stretto collaboratore di Gian Lorenzo Bernini.
In quegli anni, la tradizione barocca delle decorazioni floreali, si era divulgata nelle località dei Castelli Romani, probabilmente proprio per gli stretti legami del territorio con il Bernini, il quale fu il principale artefice di feste barocche.
A Roma, la consuetudine delle infiorate scomparve alla fine del secolo XVII mentre, nei Castelli Romani, continua ancora ai giorni nostri.
Un manoscritto anonimo del 1824, “Storia dell’Origine dell’Infiorata di Genzano”, conservato nella Biblioteca Nazionale di Roma, indica il 1782 come l’anno in cui venne realizzata, in occasione dell’ottavario della festa del Corpus Domini, la prima “infiorata totale” (estesa cioè su un’intera strada) a Genzano di Roma, su iniziativa dei fratelli Arcangelo e Nicola Leofreddi: tutti gli abitanti della via realizzarono dei tappeti di fiori, ma non come si usava fino ad allora, di piccole dimensioni e davanti alle case, bensì al centro della strada.
La via dove viene realizzata l’infiorata di Genzano di Roma è via Italo Belardi.

Agli inizi del 1980 l’amministrazione comunale di Noto, guidata dal sindaco Rizza, alla ricerca di una manifestazione da organizzare nel mese di maggio, viene messa in contatto con un “maestro infioratore” di Genzano.
Questi, dopo un sopralluogo nella città barocca, non ha dubbi su quale via scegliere per realizzare la prima edizione netina della manifestazione floreale: la scenografica via Corrado Nicolaci.
Confrontando lo schema delle due vie, si nota lo stesso impianto: entrambe in salita si diramano dall’arteria principale della città,”abbracciate” da una chiesa che chiude la via, la Chiesa di Montevergini in Noto e la Chiesa di Santa Maria della Cima in Genzano; sulla sinistra in Noto Palazzo Nicolaci, in Genzano il Palazzo di Città ove venivano “frondati e minuzzati” i fiori della kermesse.
Così, il 10 e 11 maggio 1980, Noto ospitò la sua prima infiorata e per i maestri genzanasi fu l’occasione per esportare la loro centenaria tradizione. Nei primi anni, all’infiorata di via Nicolaci si accompagnavo anche sfilate di carri infiorati; purtroppo questa tradizione non è più rispettata ma, la loro origine, è da ricercarsi negli anni ’30 del Novecento, come testimonia un video dell’istituto LUCE relativo alla festa del mandorlo (tradizione ormai abbandonata) in occasione della quale si possono ammirare delle autovetture infiorate.

La realizzazione dell’Infiorata prevede più fasi, prima fra tutte la realizzazione del bozzetto da parte di singoli artisti o associazioni, che verranno scelti, da una Commissione composta da 3 esperti in arti figurative, nominata e presieduta dal Sindaco.
Tale commissione sceglierà i bozzetti e ne deciderà la collocazione, supervisionerà, inoltre, l’esecuzione dei lavori, assicurandosi che vengano rispettati tutti i criteri di scelta del materiale, forme, colori, tempi di esecuzione. Il bozzetto raffigurante lo stemma della città di Noto, collocato ad “apertura” dell’infiorata, così come il primo bozzetto vengono realizzati dall’Istituto d’Arte di Noto.
La trasposizione dei bozzetti avviene mediante gessetti e vernice bianca e viene eseguita nelle giornate di lunedì e martedì; durante la realizzazione dei disegni non sono ammessi materiali che non siano fiori e vegetali; i fiori (tagliuzzati mercoledì e giovedì) in ogni caso devono coprire almeno il 70% del quadro e non possono essere colorati artificialmente con colori, per immersione ecc…I colori utilizzati maggiormente sono le sfumature del marrone, del bianco, del rosa, del verde e del giallo; questi colori vengono ricavati oltre che dai petali di fiori anche dai chicchi di riso,tufo di caffè, terra, sabbia, erba ecc.
I lavori di “infioratura” , dunque, hanno inizio, in un’atmosfera dinamica e frizzante, nella giornata di venerdì e dovranno essere ultimati alle prime luci dell’alba di sabato.
Fiore simbolo dell’infiorata è la gerbera che, con le sue tinte variopinte e i suoi grandi petali consente delle realizzazioni sorprendenti.

 

Immagine correlataHistory of Infiorata

The first historically documented Infiorata was rigged with “frondati” flowers (flowers covered with branches) that were crumbled to emulate mosaics. It was made during Urbano VIII’s pontificate, at the bottom of the stairway of the “Basilica Vaticana”, which is a work of Benedetto Drei, an architect and responsible for “Floreria Vaticana”, and his son Pietro.

This happened on 9th June 1625, St. Peter and Paul’s feast, like it’s written on “De Florum Cultura” by Giovanni Battista Ferrari.

In 1633, Stefano Speranza, a close associate of Gian Lorenzo Bernini, made another floral paint.

In these years, the baroque tradition of floral decorations was disclosing in the “Castelli Romani”, probably just because of the close link between the territory and Lorenzo Bernini, who was the main creator of baroque festivals.

In Rome, the customary of the Infiorata disappeared at the end of XVIII century, while, in the “Castelli Romani” it persists until now.

An anonymous manuscript dated 1824, “Storia dell’Origne dell’Infiorata di Genzano” (“origin story of the Infiorata of Genzano), which is stored at the National Library, in Rome, indicates that the first year in which Infiorata of Genzano was made is 1782, during the octave of the Corpus Domini. It was created on the initiative of two brothers, Arcangelo and Nicola Leonfreddi and it was a “total Infiorata”, stretched it over the whole street. All the inhabitants of the street made flowerbeds, not as they used to do until then, namely small-scale in front of the houses, but in the middle of the street.

The street in which the Infiorata of Genzano takes place is Italo Belardi street.

At the beginning of 1980, the municipality of Noto, guided by the major Rizza, was looking for an event to organize in May, and was put in touch with a maestro infioratore of Genzano. After an inspection in the baroque city, he has no doubts about which way to choose for realize the first edition of this floral exhibition in Noto: the flamboyant Corrado Nicolaci street.

By comparing these two street types, we can see that both have same plant. They are upward and run through the main artery of the city, “embraced” by a church that close the street: the church of Montevergini in Noto and the church of Santa Maria della Cima in Genzano; we have on the right Palazzo Ducezio in Noto and Palazzo delle Città in Genzano, where the flowers were “frondati e minuzzati” (cut and chopped).

On 10 and 11 May 1980, Noto hosted its first Infiorata. The maestri of Genzano could export their centennial tradition. In the first years, in addition to the Infiorata in Nicolaci street, there were also wagons with flowers; unfortunately, this tradition is no longer respected. Their origin goes back to the 30s, like is evident from a video of LUCE Institute concerning the “festa del mandorlo” (a long abandoned tradition). During this feast we can see passenger cars with flowers.

The achievement of Infiorata consists of two steps. The first is the implementation of a sketch made by individual artists or associations, that will be chosen by a Commission made up of 3 experts in visual arts, which is appointed and chaired by the Major.

This commission will choose the sketches and decide their placements. It will also supervise the completion of the work to make sure the fulfilment of all the standards of the choice of the material, shapes, colors and execution time. The sketch depicting the city coat of arms of Noto, which “opens” the Infiorata, and the first sketch are made by the art school in Noto.

The transposition of the sketches is made with chalks and white paint and is performed on Monday and Tuesday; during the achievement of the drawings, only flowers and vegetables are allowed; the flowers (cut on Wednesday and Thursday) must cover up at least 70% of the framework. They cannot be artificially painted with colors, by immersion etc… the most used colors are the shades of brown, white, pink, green and yellow; these colors are derived by flower petals, but also grains of rice, tufa of coffee, dirt, sand, grass, etc…

The work of “infioratura”, starts in a dynamic and sparkling atmosphere, it’s on Friday and it must be finished at first light of Saturday.

The flower which is the emblem of the Infiorata is the gerbera, that enables amazing implementations, , with its colorful tint and its big petals.

In attesa della XL edizione dell’ Infiorata di Noto vogliamo regalarvi una carrellata dei manifesti delle ultime 13 edizioni.

 

While we are waiting for the XL edition of the Infiorata di Noto, we want to give you a slideshow of the posters of the last 13 editions.

 

Risultati immagini per infiorata di noto 2018