Noto

Noto

 

 

Nel V secolo a.C Ducezio , il leggendario re dei Siculi, fonda sul monte Alveria la città di Noto difendendola dagli attacchi dei greci , anche se i primi insediamenti in tale sito risalgono all’età del bronzo antico, come testimoniano i reperti archeologici.
Divenuta colonia siracusana durante il regno di Gerone II , nel 214 a.C Netum fu riconosciuta città federata di Roma che concesse ai netini un proprio Senato (pensiamo alla sigla SPQN, Senatus PopolosQue Netinum , presente in numerosi edifici della città).
Divenuta capovalle sotto la dominazione araba alla fine dell’800 , nel 1091 il territorio netino fu occupato dai normanni e il figlio del Gran Conte Ruggero d’Altavilla diede inizio alla costruzione delle prime chiese cristiane e del castello; passata sotto il dominio Angioino, il 2 aprile 1282 Noto partecipò all’insurrezione dei Vespri siciliani. Tornata sotto gli Aragonesi continuò a sviluppare il suo nucleo cittadino che si arricchì con la costruzione della torre maestra del castello di Noto Antica.
Fregiata del titolo di civitas ingegnosa da Ferdinando il Cattolico, fu uno dei principali centri culturali militari ed economici della Sicilia sud-orientale fra il XIV e il XVI secolo ma, all’apice del suo splendore, l’11 gennaio 1693, Noto fu distrutta da un devastante terremoto.
Dopo vari ipotesi di ricostruzione si stabilì che la città per motivi di sicurezza venisse ricostruita a 8 km più a valle, sul colle Meti.
La “nuova” Noto venne ricostruita in circa 60 anni e vi confluirono ingegneri, matematici e architetti di grande fama: l’ingegnere militare olandese Carlos de Grunenbergh, il matematico netino Giovanni Battista Landolina, il gesuita fra’ Angelo Italia e l’architetto militare Giuseppe Formenti.
Oltre al piano urbanistico in sè venne molto curato anche l’aspetto architettonico; fu per questo motivo che da tutta la Sicilia arrivarono capi mastri e scalpellini che, sotto le abili direttive di ingegnosi architetti, quali Rosario Gagliardi, Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra, Antonio Mazza costruirono il centro storico di Noto così come oggi ci appare, offrendoci uno spettacolo senza pari, frutto di un attento studio artistico e architettonico. Lo stile barocco con le sue volute e le sue armoniose decorazioni, nonché l’utilizzo della pietra calcarea che conferisce alla città il suo caratteristico colore dorato, sono elementi che l’hanno resa unica al mondo, contribuendo al conferimento del titolo Unesco nel 2002.